Glenn Beck torna a menare le mani dalla sua "nicchia" mediatica

Glenn Beck aveva lasciato Fox News per quel milione di spettatori che a un certo punto aveva preso a preferire altri anchorman, perché Beck aveva violato la regola del presidente di Fox, Roger Ailes: intrattenere. Nella sua tavola di valori spararla grossa, dire cose scorrette, fare polemiche sterili, convocare adunate liturgiche con Sarah Palin sono ottime cose, ma bisogna intrattenere, non intristirsi su ragioni senza brio. Gli inserzionisti sfiduciati avevano fatto il resto. Leggi L'Egitto nella morsa delle guardie rosse islamiste di Giulio Meotti
21 AGO 20
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Glenn Beck aveva lasciato Fox News per quel milione di spettatori che a un certo punto aveva preso a preferire altri anchorman, perché Beck aveva violato la regola del presidente di Fox, Roger Ailes: intrattenere. Nella sua tavola di valori spararla grossa, dire cose scorrette, fare polemiche sterili, convocare adunate liturgiche con Sarah Palin sono ottime cose, ma bisogna intrattenere, non intristirsi su ragioni senza brio. Gli inserzionisti sfiduciati avevano fatto il resto. La crisi dell’intrattenimento di quello che è stato definito un “clown in lacrime” o un “sacerdote apocalittico” che in ogni tempo annuncia la fine dei tempi doveva essere il preludio alla sua marginalizzazione. Beck, si diceva un anno fa, si sta rintanando in un cul de sac mediatico. E’ successo il contrario.
L’imbonitore libertario e populista – ma sempre disposto a contraddirsi – ha lasciato New York per trasferirsi a Dallas e lì ha costruito un nuovo impero. La sua azienda, Mercury Radio Arts, produce uno show radiofonico con dieci milioni di ascoltatori al giorno, gestisce un sito di informazione, una fondazione che fa da ufficio di collocamento per volontari che aspirano a cambiare l’America, ha prodotto una linea di abbigliamento e una tv on line che fattura 100 milioni di dollari l’anno. Con una galassia multimediale che l’ha affrancato dall’etichetta dell’anchorman tradizionale, ora Beck è diventato anche più influente. E’ libero di contraddirsi, di pregare per la salute del presidente e dire che tutto ciò che esce dalla sua bocca è “merda”, di spiegare che Mitt Romney è una “brava persona” ma che lui “non si fida” del candidato repubblicano, di organizzare pellegrinaggi in Israele dove si commuove a ogni angolo della strada. Così il tribuno dei conservatori si sarà fatto una risata nell’assistere alla cacciata di Keith Olbermann – un Beck di sinistra, appena più sobrio – da Current tv. L’anchorman liberal faceva buoni ascolti se paragonati allo share medio della televisione di Al Gore, nulla se si confrontano con la sconfinata nicchia di Beck.